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sabato 5 novembre 2016

Florence Creativity again

Sull'arte di essere sempre in ritardo con tutto eppure riuscire a farcela.
Maledetta gastroenterite. 

Ma partiamo dall'inizio. 

E l'inizio e la fine di tutte le cose, in questo periodo, è il vandalino.


"Chi, io?"

"Sì tu amore mio grandissimo, tu mela del mio occhio, tu che la settimana prima di Florence Creativity ti sei ammalato di gastroenterite, ci hai contagiato tutti e non sei andato nemmeno un giorno all'asilo."

Ma rinunciare a fare Florence Creativity con le Fatine non era un'opzione. Per cui ho preparato la fiera fra le dieci e mezzanotte e sono arrivata mercoledì pomeriggio a montare il banchino inciampando nelle occhiaie.

In tutto questo una vocina continuava a ripetermi in testa, Eeeeeeelisaaaaaa. Aggiorna il bloooog. Quale occasione migliore? Daiiiiiii muovi quelle mele secche.
Giuro non ne ho avuto la forza.

Però sono riuscita a preparare il corso di scialli. E sono venuti i bambini a fare gli origami.
Ho rivisto amiche che non vedevo da un sacco.
Mi sono divertita moltissimo










giovedì 6 giugno 2013

Cara Jole

Cara Jole,
ti amo TANTO e so che anche tu ricambi questo sentimento; non è necessario che  continui a darmene prova portandomi preziosi regali. 

Comunque. 

Passi il topo, decollato come Anna Bolena davanti alla porta del bagno. Almeno non avevo ancora fatto colazione. 
Passi le decine di gechi, suppongo proliferino come matti solo per farti guadagnare la mia benevolenza. Mi fai sentire un Dio biblico, che vuole 'sacrifici in soave odore'. 

Ma le locuste no. 

O quantomeno, assicurati che non siano ancora vive quando me le fai trovare davanti alla portafinestra. E non lasciare zampettine a giro. 

Ok?

Grazie. 

Elisuccia



Un geco di passaggio. Questo è stato salvato e rimesso in libertà nel giardino dei vicini =)))) amoroso.
Scusate le unghie in disordine..

martedì 10 luglio 2012

la scienza è come l'amore

non puoi non pensarci.


un grande uomo, con molte ombre e moltissime luci.

un visionario, pronto a tutto per realizzare il proprio sogno. un soffio d'aria fresca tra tranti ominicchi e quaqquaraqquà che strisciano per non inciampare e si nascondono dietro titoli e mansioni. lui era sempre lì, sempre totalmente esposto, totalmente lui. senza nascondersi, facendosi anzi annunciare dalla sua voce potente e da quel sorriso che tutto poteva.

 grazie.

io di NMR alla fine non ho imparato un tubo; ho imparato però cosa fa un vero uomo. nel bene e nel male.

mercoledì 6 giugno 2012

A Venere e ritorno

To Venus and back (che è anche il titolo di un album dell'ottima Tori Amos)

Innanzittutto i fatti tecnici.
Stamane, dal sorgere del sole e per circa un'ora, è stato possibile ammirare il passaggio di Venere davanti al sole. Tecnicamente si potrebbe parlare di eclissi, visto che il corpo celeste si frappone tra Terra e Sole; in realtà Venere è talmente piccola e lontana che ad occhio nudo non è possibile apprezzare il fenomeno.

Questo evento ha un periodo curioso, poichè il precedente è avvenuto nel 2004, ma il prossimo è schedulato per il 2017. Che, a meno di GROSSI avanzamenti della scienza medica non prevedo di arrivare a vedere.

Sicchè era oggi o mai più. Meglio oggi.

La sveglia è stata puntata super presto: quattro e tre quarti. Un'ora che credo di non aver mai visto se non dopo una nottata festaiola. Un'abbondante colazione, propedeutica al susseguente sforzo fisico e vestiti pesantucci perchè l'alba dev'essere fresca, su al Piazzale; così rimuginavo con gli occhi incollati da tre ore scarse di sonno. Ho inforcato la Michelina e via! nella luce lucida dell'alba. Alle cinque Firenze è vuota, irreale, azzurra e i viali sono la tua pista ciclabile. Ho passato la ferrovia, poi l'Arno; giù giù fino all'arco dove una volta d'estate facevano le Rime Rampanti (bei tempi!). Michelina è rimasta lì, legata ad un palo qualsiasi; io mi sono inerpicata per le scalinate, su finchè l'orizzonte del Piazzale mi si è aperto davanti.

Per una volta nella vita ero in anticipo: il Sole doveva ancora sorgere, anche se la sua luce gialla già filtrava oltre il crinale dei monti. Poca gente, in capannelli sparuti; lavorìo, aggeggi strani, un piccolo telescopio puntato a Est.
Poi è sorto e mi sono resa conto di non avere nemmeno gli occhiali scuri. Fortunatamente, in quel momento siamo diventati tutti amici; bisognosi di condividere qualcosa che non si sarebbe ripetuto prima di 105 anni. Un po' di tempo.
Così, nell'oculare del telescopio dei miei nuovi amici della Società Astrofisica Fiorentina, ho potuto vedere Venere percorrere lentamente il suo cammino sul Sole e poi sparire, nell'oscurità dei filtri flare, per altri 105 anni.

Tanta roba. E tanta roba l'alba sul piazzale. Necessario fidarsi sulla parola: la mia macchina fotografica era a casa, accanto agli occhiali da sole.

L'ottima Tori Amos